Viene prima il mercato o il posizionamento? (tragica scoperta..)

Il principale problema delle persone che non fanno un centesimo online è che non ragionano in termini di marketing. Più nello specifico in termini di Brand Positioning. Queste persone non riescono a essere credibili. E non perchè non siano esperti di qualcosa, ma perchè ignorano TOTALMENTE il modo migliore per comunicare il proprio valore ai propri clienti/lettori/iscritti.

Il punto è che se non “pensi” in termini di brand positioning, qualsiasi cosa stai facendo andrà rapidamente alla deriva. Questo vale sia nel mondo online, quanto nella vita reale.

Non importa se stai creando infoprodotti, se sei un autore, un coach, un formatore, un consulente o qualsiasi altra cosa. La prima regola da seguire è imparare l’arte di “creare categorie di mercato”, quindi imparare a “vendere se stessi” dentro queste.

La buona notizia è che imparare quest’arte non è così difficile come sembra, e oggi ti fornirò alcune linee guida molto utili…seguimi!

Ecco il metodo veloce per creare “nuove” categorie di mercato che puoi dominare per fare più soldi

Una delle cose che devi ricordare a proposito di branding è lasciare che le persone là fuori sappiano in cosa tu sei specializzato.

Ti faccio un esempio: prendiamo i vari blog di Internet Marketing in Italia. Se cerchi attraverso la blogosfera noterai centinaia (se non migliaia) di blog con titoli tutti simili, come:

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  • “fare soldi con il tuo sito”
  • “guadagna con il tuo sito”
  • “guadagno online e web marketing”

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Ma il fatto è che ci sono troppi blog e siti su questo tema (fare soldi online e internet marketing). Per cui la cosa migliore da fare per risaltare da tutto il resto è focalizzarsi su uno specifico particolare di una certa nicchia. Mi spiego..

Supponi che sei un esperto di Network Marketing e che vuoi vendere i tuoi prodotti online. Anche se il Network Marketing è un mercato ENORME ed iper-saturo, puoi sempre dominare una piccola categoria di questo mercato.

Per esempio, potresti essere un abile copywriter o scrittore, in tal caso la tua capacità è ampiamente sfruttabile OVUNQUE, e potresti facilmente puntare a questo mercato (che ti appassiona) in un modo unico.

Ad esempio, potresti far sapere ai tuoi colleghi e alle persone che stanno facendo network marketing che tu sei la persona specializzata nel trasformare le parole in soldi, in altre parole nel trasformare la parola scritta in messaggio di vendita redditizio che attragga e risucchi le downlines come un aspirapolvere.

Potresti tranquillamente chiamarti il re del Network Copy! (So che questo nome può sembrare uno po ‘banale, ma sicuramente ho ottenuto la tua attenzione ora, no?)

Facciamo un altro esempio:

Se sei un esperto di SEO, e sei bravo con la tecnica delle keywords a medio raggio, potresti essere infallibile a posizionare qualsiasi sito con questa, allora è tuo dovere far sapere al tuo mercato che quella è la tua specialità, piuttosto che focalizzarti su un generico branding sul SEO.

Perchè comunicare con il tuo pubblico attraverso una sotto-nicchia, piuttosto che da una nicchia generica

Nel primo caso la tua nicchia è più facilmente raggiungibile, infatti è come se parlassi con un megafono all’interno di un piccolo paese di provincia dove, volente o nolente ti ascolterebbe una grande quantità di persone.

Nel secondo caso invece è come se ti mettessi a urlare con questo megafono dall’alto della cima dell’Etna, ma faresti una brutta fine. La brutta fine arriverebbe non perchè potresti cadere dentro la voragine, ma semplicemente perchè stai cercando di raggiungere un pubblico troppo grande e lontano, e in secondo luogo (non meno importante) perchè il messaggio non arriva con la stessa efficacia, ma in maniera molto debole e generica.

Il trucco è capire che il tuo messaggio non può essere utile a tutti. Esso invece deve “risuonare” dentro la mente, e nel cuore dei problemi che stanno avendo specifici gruppi di persone. Quando comprendi questo concetto, allora inizi a vedere grandi cambiamenti dentro la tua attività.

I nuovi Internet Marketer: i “creatori di nicchie”

Oggi non c’è più spazio per le seconde marche (soprattutto online), ormai solo colui che arriva primo vince. E in estrema sintesi, arrivare primo significa semplicemente creare nuovi segmenti vuoti.

Essere primi poi non significa necessariamente “migliore”, potrebbe arrivare un altro che crea un prodotto migliore del tuo ma tu non vorresti spiazzato dal podio. Infatti potresti benissimo non avere il miglior prodotto del mondo, ma grazie ad un accurata strategia di posizionamento avere un grande successo comunque in virtù di una U.S.P spacca concorrenza.

Se poi riesci a risaltarla anche in maniera da avere un servizio di qualità superiore, allora hai creato un brand inossidabile.

Ora ti chiedo, riesci a posizionarti come l’autorità di uno specifico settore/sotto-insieme di mercato?

Osserva attentamene questo blog. Senza voler risultare arrogante o presuntuoso, io ho di fatto “creato” da zero una nuova nicchia. Osserva il titolo della mia brand:

“Report Marketing e Infoprodotti dinamici”

Tu che leggi il mio blog conosci bene i miei argomenti, ma questi “risuoneranno bene” anche nella mente di chi segue il mercato degli infoprodotti in generale. Infatti qualsiasi operatore del settore, qualsiasi esperto, e moltissimi lettori di altri blog delle nicchie affini si chiederanno: “che diavolo sono questi infoprodotti dinamici?”, e incuriositi inizieranno a leggere i miei argomenti.

In breve, ho catturato la loro attenzione, e se il mio messaggio è anche denso di significato allora avrò fatto centro. Perchè parliamoci chiaro l’innovazione non può consistere solo nell’inventare un “nome”, ma anche nell’avere sul serio qualcosa di nuovo da proporre.

Fino ad ora tutti avevano sentito parlare di reports o special reports nel nostro settore. Nessuno però aveva mai parlato di Super Reports. Semplicemente perchè non esistevano. Di fatto io ho creato questa nuova categoria di Info-prodotti. E’ stato difficile? Affatto… si trattava solo di aggiungere 2 piccole cose a quelli che comunemente sono gli “special reports”. (A) contenuto 10 volte più denso, (B) contenuto “dinamico”. (presto capirai cosa significa..)

Da tutto questo emerge un messaggio molto focalizzato e che si rivolge a un pubblico altamente selezionato. Il posizionamento che ne scaturisce è SOLIDO, è UNICO, è DIRETTO.

Invece quando il posizionamento è debole oppure sbagliato, tutto il business fallisce all’istante! Questo succede perchè un cattivo posizionamento porta a confondere i potenziali clienti, mentre tu vuoi che le persone identifichino velocemente che cosa rappresenti per loro il tuo prodotto, quali vantaggi ha e il motivo per cui dovrebbero acquistare da te.

Se vuoi un consiglio mantieni sempre il tuo Brand “specifico, sintetico, e diretto”.

Quando creare credibilità diventa più facile

Creare credibilità è l’elemento che ti fa ottenere vendite e risultati. La credibilità però è strettamente associata al tuo brand e alla tua proposta unica (U.S.P). Purtroppo ci vuole del tempo per consolidarli dentro un mercato, non ci sono alternative, c’è da lavorare. Ma se lavori come ti ho suggerito e ti piazzi subito in una “nuova categoria” vergine, allora non ci vorranno anni per vedere i primi buoni risultati. Sarà sufficiente qualche mese.

Io ne sono la dimostrazione, infatti di solito impiego al massimo  2-3 mesi.

Ora alcuni lettori so che mi chiederanno scioccamente: “ma perchè tutta sta roba complicata, perchè creare un brand, non puoi insegnarci semplicemente le tecniche per fare fare soldi?”

Se la pensi in questo modo, allora i soldi non li vedrai mai. Anzi, ti suggerisco di cambiare atteggiamento e alla svelta! Se vuoi creare un brand è perchè nessuno vuole essere “la persona qualunque che vende prodotti qualsiasi”. Allo stesso tempo nessuno dei tuoi potenziali clienti vorrebbe comprare nulla da un perfetto sconosciuto senza credenziali ne reputazione, ne credibilità.

Quando il brand è solido le persone sono più propense a trattarti come un’autorità e ascoltare ogni parola che dici, piuttosto che trattarti come uno squallido venditore che sta cercando di entrare nel loro tasche.

Creare un solido brand ti aiuterà a ottenere la prima vendita, perchè ti da credibilità, e la tua credibilità è ciò che farà tornare la gente ad acquistare da te altre volte ancora. Quando hai costruito la tua credibilità nella tua attività come un marchio di fiducia, impiegherai molto meno tempo a fare vendite ripetute anche con gli stessi clienti esistenti.

E non è tutto, quando sei credibile, nel tempo diventi colui a cui TUTTI si riferiscono nella tua nicchia ogni volta che esce un nuovo prodotto o servizio che tratta un tale argomento. Se il brand è consolidato sai che succede? I tuoi clienti vedranno prima se hai creato qualcosa di simile tu stesso, e se lo hai fatto, lo acquisteranno da te, ad occhi chiusi. Le alternative, per quanto allettanti scompaiono sbriciolate dalla forza della tua U.S.P e del tuo brand unico.

Quindi il punto sta nell’azzeccare il posizionamento fin da subito, in poche parole nell’identificare quegli aspetti unici che distinguono il tuo business dal resto dei tuoi concorrenti creando una categoria dove sei INATTACCABILE e che al contempo “parli” in una maniera da attrarre tanto le persone a cui ti rivolgi (e strettamente affini a te), quanto coloro che si trovano nelle nicchie vicine alla tua e che sono influenzate dai tuoi concorrenti diretti.

E tu stai pensando a come posizionarti nel tuo business? Se si, quali difficoltà stai incontrando? Qual è nella tua esperienza l’aspetto più difficile del posizionamento? Puoi lasciarmi un commento e dirmi cosa ne pensi….

57 commenti in “Viene prima il mercato o il posizionamento? (tragica scoperta..)

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Restringere la nicchia in cui si opera (o aumentare il focus) è una delle prime cose da fare per emergere e distinguersi dalla massa.

Come dice il detto:” il cacciatore che inseguiva 2 conigli non ne prese nemmeno uno”.

Meglio rivolgersi a pochi e farsi ascoltare per bene.

Bell’articolo come al solito Valerio.

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Ciao Valerio,

sono pienamente d’accordo su questo tuo consiglio
e ci riflettero a lungo…
Secondo me pero’, questa tecnica di creare la propria
sotto.nicchia per emrgere dalla massa deve essere
una reale sotto-nicchia, altrimenti si rischia di essere
riconosciuti come venditori di aria, non credi?

Mi spiego meglio, se inventi un termine nuovo per
far risaltare il tuo prodotto o servizio, il tuo prodotto
pero’ deve realmente essere almeno un po differente
dagli altri dello stesso segmento, altrimenti chi ti
segue in questo nuovo settore resta secondo me un
po deluso, in quanto si associa ad un nuovo tipo di
prodotto una ventata di novita’….

Almeno io la penso in questo modo, ma sono dello
stesso tuo parere quando dici che comunque e’
piu proficuo per l’immagine ritagliarsi un settore
piu specifico e non buttarsi nel “generico”…

Questo sara sicuramente un punto che terro molto
presente nei miei movimenti futuri..

Grazie come sempre per i tuoi spunti.

Alessandro

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Alessandro infatti se fai caso ho detto nell’articolo che inventare un nome non serve a nulla se poi non sei in grado di identificare una vera innovazione, o almeno un aspetto unico particolare a cui gli altri non avevano pensato. Non c’è bisogno di essere dei geni del marketing per farlo. Occorre solamente un pò di pratica ed esperienza

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Katia

Scusate io sono a zero con questi termini sotto nicchia,dove la trovi?praticamente se ho capito bene è entrare in una discussione su una pagina che si trova????è poi dare una soluzione alternativa???

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Condivido in pieno Valerio. lo scoglio maggiore è trovare una nicchia, addirittura una sottonicchia,dire qualche cosa che altri non hanno mai detto, o mai proposto, è la difficoltà maggiore.

Credo che se ci si guarda bene intorno comunque è possibile,perchè ogniuno di noi ha i propri talenti, conoscenze che magari altri non possiedono, da poter esprimere,e mettere a frutto. E’ un bel lavoro da afforontare,ma va fatto,se vogliamo trasmettere qualcosa di valore agli altri.

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Sono sostanzialmente d’accordo con quanto detto riguarda il crearsi una credibilità, che questa poi si identifichi con te che sei il tuo brand. Può darsi che questa distinzione tra personalità=brand e brand in senso classico possa essere fraintesa.
La precisazione personale che mi sento di fare è che con la credibilità vendi il primo prodotto, poi è il prodotto che ti fa vendere il secondo prodotto, di conseguenza aumenta la credibilità.
E’ una mia personale precisazione poiché in questo valido post si dice che la credibilità direttamente ti fa vendere anche il secondo prodotto. Tutto qui.Un saluto.

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Dan compliementi per la tua attività ho visto di cosa ti occupi e mi sembri avere lo spirito giusto. Non c’è dubbio che con la credibilità vendi il primo prodotto, ovviamente se questo supera le aspettative dei clienti la credibilità aumenta come conseguenza diretta. Quindi si verifica una reazione a catena dove il brand si rafforza anche grazie all’efficacia di buoni prodotti, ma non solo, è necessario avere una categoria “madre” a cui riferirsi e allo stesso tempo una categoria “figlia” creata da te e che nessuno ha possibilità di intaccare

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Ti ringrazio per il complimento….il sito l’ho completato proprio oggi. Ho finito 10 minuti fa.
Dovevo aggiustare la divisione delle sezione.
Parlando di nicchie sono il primo ad applicare quello che insegno ad applicare per fare microbusiness.Per quello il sito l’ho terminato adesso quando era in programma nel week end. Hai un messaggio su youtube. You got a mail!!!

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Ciao Dan, ho visto il tuo blog, molto interessante e con un occhio al posizionamento. Intrigante quanto “unica” la tua classificazione delle 8 nicchie, anche se a mio avviso più che classificazione si tratta delle caratteristiche “vincenti” che dovresti riscontrare in ogni mercato ricco, un misto tra tue qualità e affinità di mercato legate alle esigenze della gente

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Complimenti Valerio,

per l’ottima capacità di prendere cose che sono sotto gli occhi di tutti…
saperle valorizzare, diffondere creando nuova massa critica…
aggiungerei che oltre alle sotto nicchie, conta molto “l’atteggiamento”…
molte persone cercano informazioni gratis, tentano di copiare senza investire su sé stesse a vari livelli:

1) Studio
2) formazione (investendo soldi)
3) lo fanno solo per far soldi…
4) tentano di sfruttare come dici tu le nicchie generali sperando che cada la manna dal cielo.
5) mancanza di spontaneità, cuore e passione in ciò che fanno
6) l’abbondanza si crea prima donando e col dare…così nell’inconscio arriva il segnale che l’abbondanza c’è già e sci si permette di ricevere.
7)Partecipazione e interazione attiva con i contatti e la lista.

con queste linee guida e giusto atteggiamento i frutti si raccolgono…
a prescindere che ci si occupi di infoprodotti, si faccia coaching, counseling, formazione, vendita ecc.

grazie ancora per gli ottimi spunti…
e la crescita e consapeviolezza che stai ispirando a tante persone .

è un piacere leggerti anche se per chi non si occupa di questo o è semplicemente appassionato.

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Massimo grazie del commento, dici bene. Quando parli di formazione oggi però sono giunto a una conclusione. Non c’è bisogno di spendere migliaia o “decine di migliaia” di euro per ottenere risultati. io ho speso davvero molto, ma come ho detto già in precedenza le vere spinte sia motivazionali, sia “tecniche” le ho trovate in prodotti che non hanno nulla a che fare con i brand da milioni di dollari o di euro di cui tanto si parla. Che poi in Italia ci sia la cultura del GRATIS sempre, o meno spendo meglio è, di questo abbiamo ampiamente parlato. però alla fine è la messa in pratica che fa la differenza, e volendo puoi anche aver preso un paio di corsetti “mediocri” da qualche centinaio di euro, se ti metti in moto e li metti in pratica vedi risultati anche li

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si infatti Valerio…intendevo quello che hai detto tu…non investire in corso costosi…ma permettersi di sperimentare con il giusto atteggiamento che è il succo del mio commento…senza atteggiamento corretto molti comprano non leggono e non sperimentano, inibiscono le loro risorse…imputando all’esterno le cause del mancato risultato.

Buon Lavoro!

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Al

Da quello che dici è evidente che non hai letto “Positioning” 😀

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Leggere ‘Positioning’ non mi può fermare dal formulare teorie mie basate sull’esperienza. Studiare e formarsi non significa solo leggere un libro e dimostrare di essere colti, significa anche avere il coraggio di sperimentare e fare test, e dire cose che altri non dicono, ma soprattutto dimostrarne l’efficacia.

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Siiiii, mi piacciono le persone che parlano per esperienza!! C’è troppa gente che ripete frasi di altri. Valerio mi fido di te

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Katia

Non si capisce bene ciò che ho scritto come mai?Valerio potresti consigliare dei libri prima di iniziare il mio percorso, a parte che,questo,quanto prima avrò bisogno dei tuoi prodotti e illuminazione da parte di un esperto, come ti ritengo, perché su tante cose non sono preparata.Grazie per la tua gentilezza, umanità, e genialità. Super Valerio.

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Ottimo articolo Valerio, ma… perchè scrivi Neetwork marketing invece di Network Marketing? 😀
Attendo altri articoli di valore come questo!!

Sebastian

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Parole sacrosante, caro Valerio.

Ecco perché alcuni anni fa, ho abbandonato il generico “coaching motivazionale” ed ho creato una nicchia nella nicchia: il coaching per donne.

Sino a diventare, negli anni: IL COACH DELLE DONNE!

Negli ultimi sei/sette anni, mi sono sempre più focalizzato solo ed eslusivamente sull’Universo Femminile ed oggi… mi godo i risultati di posizionamento.

Ma il paradossale, caro Valerio, che l’aver ristretto la nicchia (solo donne), mi ha portato a lavorare di più anche con gli stessi uomini: arrivano da me le Signore, fanno coaching, risolvono i loro problemi e poi… mi portano figli, mariti, fidanzati, ecc.

E sai chi mi ha insegnato a posizionarmi in rete?
Un grande dell’internet marketing, cui va il mio più grande GRAZIE: Marco De Veglia!

un abbraccio, Valerio e continua così

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Caro Giancarlo è un piacere averti qui nei commenti. So come lavori e ti stimo molto. Infatti, quando devo spiegare ai miei clienti alcuni esempi di posizionamento “intelligente” molte volte faccio il tuo nome. La grande sorpresa (come dici tu stesso) è che dopo aver ristretto il campo scopri di riuscire ad attrarre gente anche dalla “macro categoria” (e arriano a fiumi). Questo è un effetto noto a tutti coloro che si occupano di brand positioning. Quando parli di Marco De Veglia, non voglio esagerare ma è il marketer più onesto in circolazione, oltre che un caro amico e nel suo campo per me è il numero 1 in Italia.

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Ciao Valerio,
condivido tutto ciò che hai scritto in questo articolo.

L’unica proposizione di vendita (USP) corrisponde allo strumento più importante di qualsiasi campagna di marketing dentro o fuori Internet, ma sono ancora in molti gli aspiranti imprenditori online che non la utilizzano per differenziarsi dalla concorrenza.

Senza dubbio bisogna ricordare che per aver successo con il proprio business online, non basta comunicare la propria USP, ma bisogna operare in modo diverso dalla concorrenza e differenziarsi in ogni “pezzo” del proprio marketing.

Nel mercato degli InfoProdotti il Blog costituisce uno strumento importantissimo per acquisire la fiducia della nicchia alla quale ci rivolgiamo e lo si può utilizzare per differenziarsi dalla massa, ad esempio riempiendolo di informazioni di grande valore e che qualcun altro sta facendo pagare.

Non dimentichiamoci poi che il nostro mercato è basato sulla “personalità” e per riuscire a differenziarsi completamente dalla concorrenza è importante comunicare ai nostri prospetti chi siamo, quali sono i nostri valori, cosa pensiamo, cosa amiamo e tutto ciò che fa parte della nostra persona.

Senza aver paura di essere criticati, perché persino i cantanti più famosi sono disprezzati da qualcuno e nonostante tutto continuano a guadagnare milioni di euro!

Il segreto è riuscire a posizionarsi nella mente del prospetto, non solo come un esperto del settore, ma anche come “un amico”, cioè come una persona di cui si conosce la “storia personale” in realzione al prodotto o servizio che si sta offrendo.

Un abraccio!

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Grazie paolo! il ruolo della storia personale e del personaggio è certamente determinante. Però a monte ci sta il posizionamento del business e della tua persona. In seguito fai leva su tutto quello che vuoi, personalità, storie, tecniche di marketing, lanci.. ecc. Per posizionarsi nella mente del prospect non ci vuole un giorno, ma almeno un paio di mesi.

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Gianni

Ciao Valerio.
Intanto, colgo l’occasione per dirti che avevo lasciato anche un commento all’articolo sulle Due costanti nell’internet marketing, sul sito di Italo Cillo, ma poi non è stato pubblicato.
Non saprei dirti perchè—–

Venendo al tema di questo articolo, ci sarebbero diverse considerazioni.
Una che mi preme particolarmente, è che, a volte, capita che per correre dietro al concetto di USP, si inventino sottonicchie inconsistenti.
Mi spiego.

Il marketing, tutto il marketing, on line ed off line, è un orientamento al mercato, cioè deve soddisfare esigenze del mercato, ed è da questo che derivano bisongni e domande diversi, scomponibili in nicchie e sottonicchie, quel che si definisce segmentazione e sottosegmentazione del mercato.
Se, quindi, ci si posiziona su una nicchia o sottonicchia, che ha scarsa consistenza, in termini di domanda di mercato…..
Cioè, è vero che se mi rivolgo con il megafono a pochi, questi pochi mi sentono meglio, che se uso il megafono per rivolgermi a tutti, ma poi quei pochi rimangono pochi.

Credo che una strategia possibile, invece, se non si trovano reali sottonicchie di una certa consistenza (anche perchè anche queste, comunque, alla fine si vanno saturando…) è l’utilizzare i mezzi di comunicazione che sfruttano grandi numeri.
In che modo?

Faccio un esempio, tratto dalla mia personale esperienza.
Non ho voluto collegare, su questo blog, il mio nome ad un link, relativo ad un mio prodotto, perchè non volevo sfruttare l’occasione, al fine di farmi pubblicità, ma….
Ho usato questo metodo, cioè fare commenti di un certo spessore, lasciandoli su siti attinenti ai temi da me trattati, e siti che sapevo essere molto frequentati.
In questo modo, ho usato la seguente strategia: ricorrere a spazi on line già con molti utenti targhettizati, ai quali comunicare un commento/intervento di valore.
Mi sono infatti detto, all’inizio delle mie attività on line: quanto tempo ci metto a costruirmi un mio posizionamento, una mia cospicua lista traghettizzata, ecc., usando semplicemente miei siti/blog?
Probabilmente, molto più tempo, che se utilizzo spazi già molto frequentati da utenti targhettizzati.
Ed ho fatto tutto questo, senza costruire una sottonicchia.
Mi ero infatti accorto che sarebbe, nel mio caso, stata una forzatura….perchè facevo cose fatte anche da altri, ma fatte bene….
la sottonicchia sarebbe probablmente, nel mio caso, stata avvertita come forzatura, da parte dell’utente…e quindi, invece che su questo, ho puntato al costuirmi un posizionamento di esperto serio in un determinato settore, rivolgendomi al consistente numero di utenti presenti su siti/blog non miei.

Concludo, oservando che la strategia della sottonicchia è ottima, ma occorre che essa abbia una consistenza percepita come reale dal tuo targhet e, sopratutto, che vi sia una certa consistenza numerica, in termini di domanda di mercato.
Diversamente, potrebbe porre dei probilemi, e, quindi comunque, utile pensare a strategie diverse, come quella da me utilizzata, cioè il ricorso a quella che potremmo definire strategia di “commentum marketing”, anche se selgata da sottonicchie.

Un saluto a tutti ed alla prossima.

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Federico Tenti

Ho capito perché ho avuto un successo solo parziale…..

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Ciao,
Network si scrive con una e….
Cosa sarebbero le keyword a medio raggio??

Valerio tu dici di differenziarti e di parlare di altre cose, rispetto ai soliti argomenti di “Guadagno Online” ma vedendo i tuoi post mi sembrano trattare sempre i soliti argomenti…

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Caro Andrea non penso che mi ucciderà qualcuno perchè ho scritto Neetwork Marketing in questo modo. A proposito, se fai pubblicità PPC scopri che paghi un centesimo a click per ogni persona che cerca la frase chiave con la flessione sbagliata… il risultato però non cambia.. PUBLICO IN TARGET, e spendi meno.

si comunque è una leggerà dislessia, mi scuso per aver offeso l’intelligenza di qualcuno :-), ma ormai lo lascio così.

Riguardo i post e il fatto che trattano i soliti argomenti, guarda… la tua impressione è abbastanza preoccupante, visto che non si capisce di cosa parli tu ne a chi ti riferisci sul tuo blog, ne raccogli lead, ne fornisci una descrizione del tipo di attività che hai.

Quindi direi una bella critica tanto per sparare e lasciare un commento per portare visite al tuo mulino, ma di questo passo a che ti servono le visite? Ci fai solo brutta figura, visto che hai un sistema di marketing completamente sgangherato.. anzi è ASSENTE

Io non ho mai detto di aver INVENTATO nuove teorie fantascientifiche, tuttavia ho lavorato sodo sul mio posizionamento e ho creato la mia categoria, ad ogni modo ti suggerirei di rimediare alla svelta alla disastrosa situazione sul tuo sito perchè non ci farai un centesimo fino a che lo tieni cosi.

A meno che non ti interessi e vuoi solo tenerlo come agglomerato di riflessioni scoordinate e come ti capita a tiro. In un’ottica di business ha poco senso, e visto che questo è un blog di business e in questo articolo ho parlato di posizionamento, la tua critica cozza poco nel contesto in cui la inquadriamo, ovvero di uno che ha un blog generalista, sfocalizzato e senza meta. Si vede che stai ancora provando a capirci qualcosa… io ti direi comunque di rileggerti almeno 10 volte questo articolo, e iniziare a pensare serimanete di applicare quello che ho detto….

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quando leggo nei blog commenti fatti solo per attirare traffico sul proprio sito o blog, piuttosto mi taglio le dita ma non ci clicco neanche se mi pagano, è una mia regoletta personale 🙂 Credo che principi poco sani non possano creare sani risultati. Ciao!

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Ciao Valerio , complimenti per l’articolo , d’accordissimo su quello che dici tu , secondo il problema di fondo che alcuni iniziano internet inizialmente di conquistare il mondo poi dopo alcuni mesi se non prima si stancano o passano da network all’altro e questo non porta da nessuna parte , per me vige la regola basta una cosa , fatta al giorno o di frequente e bene, poi con il tempo quando ti sei costruito con tuo brand raccogli ciò che semini i frutti…

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Ciao Valerio e un saluto a tutti i tuoi utenti:)

Anche l’articolo di oggi ha denso di significati e va’ riletto piu’ volte per capirne anche cio’ che in prima “battuta” Non emerge…

Casi come il tuo Valerio,quello di De Veglia, Fornei,di Bardolla,Di Giacomo Bruno,Alex Billico etc sono proprio cio’ che si puo’ definire “IL RISULTATO DI UNA BRAND POSITION”

Trovare delle nicchie e’ semplice se si ha la volonta’ e la capacita’ di saperle cercare.

CREARE UNA TUA nicchia e’ meno facile ma comunque attuabile.

A) Esistono nicchie ancora scoperte

B) Esistono nicchie gia’ coperte ma nelle quali chiunque puo’ entrare e “Personalizzare” creando quindi una TOP POSITION.

C) E’ possibile (come hai fatto tu) prendere 2 o piu’ nicchie gia’ esistenti e, creare una Nicchia speciale composta dai lati potenzianti e “scoperti” delle altre nicchie.

Anche in questo caso si puo’ creare una POSIZIONE UNICA e ottenere i giusti consensi e riscontri (se si e’ competenti e rispettosi)

Cio’ che conta come hai scritto tu e, come insegna Marco De veglia e’ essere il primo o al massimo tra i primi 3.(meglio la top position) a sviluppare il “SEGMENTO”

Se io dovessi associare il tuo nome VALRIO a 3 parole-FRASI,aggettivi, direi:

“ESPERTO DI SQUEEZE PAGE”

“Esperto di copywriting” (Non solo nelle lettere di vendita….:) “Onesta’ intellettuale”

Questo a dimostrazione che e’ possibile associare ad un “Brand” anche delle emozioni e “stili comportamentali” e non solo info riconducibili all’aspetto professionale o di vendita.

Meglio ancora se il “TOP brand” oltre che essere unico nel mercato e’ anche associato a precisi stati emotivi ….

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Sergio anche stavolta non so se meritrami tutti i complimenti che mi fai e a me basta sapere dentro di me di lavorare in maniera “etica” e orientata davvero al beneficio del cliente. Ora ti dirò una cosa che solitamente altri miei colleghi non fanno.

Ho in cantiere strategie ULTRA-AVANZATE che davvero possono fare miracoli e di cui non ho ancora parlato pubblicamente. Il motivo per cui non lo faccio è che mi voglio accertare che funzionino e le voglio testare per bene in un paio di nicchie di mercato. Si tratta di un’equazione quasi matematica, ma ha bisogno di essere perfezionata…

La mia condotta su ciò che insegno nei miei corsi viene sempre da un collaudato testing, a tratti quasi maniacale. Non mi sono mai limitato a riproporre gli insegnamenti dei grandi guru perchè loro dicono che una tecnica funziona. La prima domanda che mi pongo è: SIAMO SICURI? …testiamolo subito, e alle volte i risultati sono stati l’opposto di quello mi aspettavo. Ecco, se dobbiamo vedere una U.S.P che davvero pochi risaltano è proprio questa, e mi piacerebbe vederla diffusa in giro nel mercato con più robustezza.

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Ciao Valerio.
Sono Massimo D’Amico, creatore di Freeperclick e socio del mitico Enrico Sigurtà.

Prima di tutto complimenti per l’elevata qualità delle informazioni (assai difficile da trovare altrove), il Brand è sempre fondamentale condito da un’ottima legge di attrazione.

Ti scriverò presto un’email perche’ avrei piacere di parlare con te, per intanto buon lavoro e buona giornata! 😉

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Trovare una nicchia e diventare leader in quella nicchia è assolutamente indispensabile oggi.
Troppo spesso si parla di nicchie troppo piccole ma in verità non esistono nicchie troppo piccole. Conta l’interesse e la propensione alla spesa che esiste.

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Caro Valerio,

Per quanto riguarda la precisazione su Network a me piacerebbe se un utente mi segnala una mia distrazione e la correggerei volentieri così che i prossimi lettori (magari nuovi utenti del sito) apprezzino di più la mia credibilità.
Penso che glie errori si facciano tutti, sempre e naturalmente. Solo che (in base alla mia esperienza) denotano un pochino di poca professionalità. Comunque ne faccio anch’io, solo che ringrazierei le persone che me li fanno notare.

Per quanto riguarda il mio sito, cosa c’entra??? 😉
Io ho fatto un commento al tuo (non certamente per portarmi traffico come penso facciano gli altri commentatori) perchè non ho trovato un filo conduttore tra la “predica” che hai fatto (giusta, per carità) e il modus-operanti del tuo blog.
E tu mi hai risposto dicendo di guardare in che stato è il mio sito!
Tu rispondi per il tuo… Se vuoi fare un commento al mio articolo sei libero…

Tirare in causa il mio sito personale mi sembra inopportuno e fuori luogo…

Ehi senza arrabbiarsi ! 🙂
Il mio voleva essere un commento costruttivo!
Ciao 🙂

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Andrea sono abituato a far fronte a ben altri maleducati, gente che mi vuole denunciare per avergli detto la verità in faccia, non è il tuo caso. E’ mio dovere correggere i miei errori, altri utenti già mi avevano detto della “e” aggiuntiva a neetwork. Dai sono sciocchezze, ho più che altro voluto farti notare che il filo conduttore va osservato meglio e gli errori che stai commettendo sul tuo sito, in modo da aiutarti a capire come migliorare.

Poi qui c’è un grosso malinteso, non ho fatto nessuna predica, ho solo risposto a te, poichè dicendomi che tratto i soliti argomenti ” mi sono sentito di dirti di osservare e studiarli con piu attenzione, e osservando il modo in cui sei posizionato” sul tuo blog, è evidente per me che hai assolutamente bisogno di approfondire la cosa.

Il tuo è un problema di comunicazione. Quando dici qualcosa devi essere specifico. E specifico non lo sei stato, (te ne sei uscito con una frase superficiale… ) poi osservando il tuo blog mi sono accorto anche che non sei nemmeno molto esperto, insomma stai imparando il mestiere, e allora mi sono girate…

Ma la prima regola in questo mestiere (marketing) è essere specifici e dare sempre un perchè alle cose. Senza argomentazioni valide e fornendo solo impressioni generiche non andiamo da nessuna parte. Non vendi. Quindi Andrea mi piacerebbe un bel confronto e senza violenza, per cui ti chiedo di fornirmi un impressione più dettagliata sul PERCHE tratto i soliti argomenti su “guadagno online”

In questo modo possiamo migliorare entrambi, e possiamo essere costruttivi.

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Con i vostri interessantissimi contenuti, andreste veramente lontano!
La professionalità ha a che fare con la perfezione nella scrittura.
Purtroppo la maggior parte dei comunicatori se ne infischia …
Peccato, davvero.

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giacomo

L’italiano per te è un’opinione!
a me piacerebbe se un utente mi segnala una mia distrazione e la correggerei volentieri così che i prossimi lettori (magari nuovi utenti del sito) apprezzino di più la mia credibilità.

mi piacerebbe..meglio,sarei contento nel caso un utente mi segnalasse una distrazione,la correggerei volentieri,in modo che i prossimi lettori,magari nuovi utenti del sito,possano apprezzare di piu’ la mia credibilità.

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Giacomo che problema ha l’articolo?

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giacomo

Eppure l’articolo è interessantissimo!!

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giacomo

Ciao Valerio
L’articolo è davvero interessantissimo!
Ho corretto l’amico Andrea per il suo “italiano”.
L’unica cosa che posso dirti,e riprendo Giuliana,ci sono parecchi errori di sintassi e grammatica,elementari,nelle risposte che dai.
Visto che sei molto bravo e apprezzato,anche da me,dovresti fare piu’ attenzione,tutto qui!
Saluti e buon lavoro

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Ti ringrazio, molte volte nelle risposte scrivo di fretta. Hai ragione comunque, scrivo di getto, in effetti scrivo come parlo nei commenti

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Sul mercato americano sto osservando 2 fattori:

1) Grossa Esasperazione nel vendere prodotti per “Fare soldi online”

2) Assenza di Brand

1) Nel mercato americano esistono migliaia di prodotti per fare soldi con internet, ma dalla mia ricerca ho realizzato che molti prodotti riciclano altri (80% ed oltre di riciclo delle stesse cose, assurdo). Leggendo i commenti dei clienti si capisce che sono studi, fatto confermato anche dai recenti cambiamenti alle regole di Clickbank.

2) Creazione di Siti/servizi con i nomi piu’ fantasiosi, in cui cascano anche grossi guru. E’ semplicemente sbagliato, in quanto è fondamentale coltivare un brand specifico.

Desidero semplicemente dire che ci sono tante nicchie interessanti nel mondo, non solo il guadagno online (è sbagliato pensare di continuo al denaro, è autodistruttivo). Alcuni prodotti si vendono veramente con piccolo sforzo…

Altra considerazione: un guru che vuole vendermi un prodotto senza neanche tenere in considerazione il BRAND non puo’ essere chiamato guru. Voi bevete CocaCola? 😉

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Massimo sono pienamente daccordo con te, non ci sono dubbi sul fatto che nel mercato USA ci sono una marea di prodotti copiati e scarso valore, che deriva tutto dal riciclo continuo di informazioni reperite in membership plr la gran parte delle volte. Comunque è davvero sorprendente la tonnellata di soldi che si può fare nelle nicchie “non business”, invece qui in Italia tutti pensano che noi che facciamo internet marketing siamo venditori di fumo. Se il trend sarà questo, continuerò solo nelle nicchie di mercato a fare business e chi si è visto si è visto.

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Scusate per l’errore…
Intendevo dire:

Leggendo i commenti dei clienti si capisce che sono stufi* e non la parola “studi”. Perdono.

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Viene prima il mercato o il posizionamento? (tragica scoperta..)
I Segreti delle squeeze page: LA VERA STORIA
Come creare Infoprodotti etici
Come avviare un business col turbo..
Come fare la prima vendita in 3 mosse
Le due facce del marketing

Non mi sembrano post di Report Marketing e Infoprodotti Dinamici.
Tutto qui…

Magari i tuoi info prodotti parlano di questo, e lì io non ci metto lingua, ma il blog non sembra.

Mi posso sbagliare eh…

Comunque io sono stato generalista ma tu hai completamente sbagliato.
Fatte le mie supposizioni tu non hai chiesto chiarimenti ma hai giudicato il mio sito…..
(anche perchè non puoi sapere chi sono giudicandomi da un sito, no?)

Comunque va bene dai, ti sei scaldato perchè hai pensato volessi attaccarti senza motivazioni.
Ora te le ho date…

Pace fatta! 😉

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Andrea in effetti io ho detto che in un ottica di business il blog tuo è mal posizionato, ma così non è se per te è un blog personale dove tu fai quello che ti pare, e in questo caso, non ho diritto di offenderti. Ovvio che non volevo offenderti ma solo dirti cosa fare col tuo posizionamento, hai le mie scuse perchè non ti reputo negativo, a questo punto, invece permettimi di spiegarti perchè i titoli che giustamente mi fai notare dal punto di vista non sono poi così incoerenti.

“Report Marketing” e infoprodotti dinamici, si tratta di un “sottiensieme” della categoria principale “infomarketing”, per tanto include e incorpora anche questa, essendo un segmento, e la cosa interessante è che puoi, con le giuste proporzioni, introdurre concetti nuovi dentro una nicchia già affollata e primeggiare grazie al posizionamento, e non solo… accaparrarti la grossa fetta degli acquirenti che gi spendono in prodotti e servizi simili, che rientrano nell’ambito della macro categoria.

Il “report marketing” è colpito direttamente e indirettamente in ogni articolo, se uno legge attentamente troverà un filo conduttore molto interessante in tutto quello che ho scritto, non solo, ogni articolo tratta gli argomenti senza trattenere niente, ci sono grossi spunti che trovi solo nei prodotti a pagamento, e la densità di informazione negli articoli stessi è molto alta.

Infine gli articoli stessi seguono il filone conduttore dell’infoprodotto dinamico, infatti sono costantemente modificati e migliorati sulla base delle esigenze della gente e dei feedback ricevuti.

Comunque non penso di avere creato una rivoluzione, però incoraggio tutti a dare coerenza al proprio posizionamento e dare una logica ben precisa a ciò che facciamo, in modo da creare una storia e un preciso itinerario da tracciare e seguire accuratamente.

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Ciao Valerio,
ho trovato molto contenuto interessante in questo post,
mi sto occcupando da poco sul posizionamento.
Dopo aver letto si è accesa una luce in mente :-).
Ma voglio chiederti una cosa :
Quando e importante restringere una nicchia anche se i test sono poco incoraggianti ?
Cordiali saluti Roberto De Simone.

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Ciao Roberto, il succo del discorso non consiste tanto nel trovare una pozzanghera fangosa dove non ci sguazza nessuno, ma trovare una piccola pozzanghera che conduce verso un grosso flusso d’acqua. E da questo canale riversarsi poi nell’oceano. Il concetto centrale è stringere tenendo sempre a mente i bisogni primari del grosso segmento di mercato a cui il piccolo gruppo a cui ti rivolgi risponde, in maniera da attrarre a te anche il macro gruppo.

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ciao Valerio,
articolo molto chiaro, si vede che sei amico di Marco De Veglia (concordo con te che è un marketer di quelli seri e preparati, il n° 1 quando si parla di Brand Positioning).
Rispondo alle tue domande finali in relazione alle difficoltà che si incontrano: come sempre quando si parla di formazione sarebbe utile avere una consulenza personalizzata che ti aiuti a passare dalla teoria alla pratica, che ti dica se il tuo Brand Positioning funziona o meno…ovviamente prima o poi ci si arriva anche da soli (dopo aver preso qualche musata e fatto vari tentativi).
Nel caso specifico il mio problema principale è legato a: come si comunica il nuovo brand e, soprattutto, la nuova categoria?
Buone Vacanze
Eugenio

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in sintesi lo si fa con un lavoro di grande interazione con il tuo pubblico, non certo in 24 ore. Una volta che abbiamo creato la nuova categoria occorre interagire con il mercato per dare linfa vitale a tale categoria, in un rapporto dinamico con la gente. Attenzione, la nuova categoria non deve essere una parola nuova che non significa nulla, io il cui messaggio è debole. Il significato deve essere forte e associato a un bisogno reale e sentito dalle persone della tua nicchia e per cui vogliono la soluzione che tu rappresenti

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Ciao Valerio

Leggo con molta attenzione e curiosita’ il tuo blog e devo dire che mi e’ molto utile per alcuni aspetti del mio business..

A tal proposito volevo dirti di visitare il mio sito per vedere se ti piace e per vedere insieme a te dove e’ possibile migliorarlo..

Volevo sapere inoltre da te,vista la tua esperienza nel marketing,se potevo avere piu’ visibilita’ considerando che ha appena due mesi di vita.

Volevo anche dirti che ho due blog che vorrei visitassi ..http://mondodiabete.blogspot.it e http://makemoneyforbusiness.blogspot.it

Grazie per la tua risposta ..sei un grande!! e ti seguo sempre con stima e attenzione

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Ciao Carmine visto che mi hai postato 3 link (incluso il link sopra il tuo avatar) sarebbe utile che mi indichi quale è il tuo sito princiapale, così ti do un feedback sincero.

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gianluca

Ciao Valerio mi permetto di dare il mio umile contributo a questa discussione in quanto mi sono affacciato nel mondo del marketing da pochi mesi, esattamente da fine marzo da quando conobbi un ” certo” Marco de Veglia a cui gli rivolsi una semplice domanda: ” Marco come si fa a fare soldi su internet?…e allora li e’ incominciato questo bel viaggio, entusiasmante e appassionante e devo dire che sono ancora all’inizio. Ad essere sincero la domanda che feci a Marco fu sbagliata in quanto presupponeva che i miei interessi erano concentrati solo ed esclusivamente sui soldi….oddio, lo si fa’ per quello, ma credo che nel guadagnare on line esiste quel sottile confine, che non si vede dove tutto quello che fai lo si fa’ con una metodologia precisa e questa metodologia ti deve piacere e qui credo che non si scappa….c’è poco da fare..o ti piace oppure i soldi li vedi con il binoccolo…d’altronde credo che la cosa piu importante non e’ fare soldi, ma la maniera in cui ci arriviamo. E cosi Marco mi disse che gli infoprodotti erano un modo bellissimo di guadagnare e sopratutto di creare quella indipendenza economica di cui aveva sentito parlare nel libri di alfio bardolla, di anthony robins….per di piu marco, dopo aver sbirciato nel mio profilo fb mi disse: sei appassionato di questa nicchia di mercato, perche’ non ti butti a capofitto? E allora ho incominciato a sviluppare questa bella idea, partendo da una nicchia generica, e snocciolando tutte le sottonicchie…d’altronde mi facevo sempre questa domanda: ” ma se dovessi avereun problema al cuore ( grattiamoci… 😀 ) da chi vado, dal medico generico o dal cardiologo? beh credo che qui la risposta e’ scontata…Valerio scusami se mi sono dilungato, ti seguiro’ spesso in quanto i tuoi contenuti mi appasionano..ti abbraccio

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Andrea

Valerio è l’unico che offre contenuti reali, ci mette impegno e passione.

Bravo e complimenti!
Continua cosi, anzi, puoi fare di meglio a questo punto 🙂

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Ciao, sono agli inizi, mi sono buttato in questo mondo del marketing online da poco, e leggendo i commenti mi sto rendendo conto che alcuni ci “tengono” o vedono di più la ortografia di quello che c’è scritto, che il suo contenuto. In più essendo un contenuto molto valido che ti insegna, ti da delle informazioni utili che se li applichi possono aiutarti a migliorare il tuo marketing e quindi a guadagnare più soldi, si dovrebbe tenere conto solo di questo. Invece….vedo che alcuni ci tengono di più al errore ortografico……. Io leggendo velocemente e cercando di capire il concetto per poterlo applicare non mi ero neanche reso conto di questo errore della doppia “e”. Ho visto altri errori di ortografia (non tuoi Valerio) che mi sono “saltati” alla mente velocemente mentre leggevo i commenti, e non li ho dato peso. So che molte volte per seguire il proprio discorso scrivendo, uno lo fa in fretta e non “si concentra” nella ortografia, mi sembra una cosa normale. E quindi….mettere qualcuno al “rogo” solo per questo….. mi sembra assurdo! Poi a questo punto mi viene anche un dubbio: il correttore automatico che c’è nei blog (almeno in blogspot so che c’è) non è corretto? non funziona bene? perché a me mi fa una linea rossa sotto la parola che non è scritta bene e quindi la correggo; eppure facendo cosi, anche a me qualcuno mi ha gentilmente detto di rileggere gli articoli prima di pubblicarli perché faccio qualche errore di ortografia, quindi questo “cavolo” di correttore non funziona bene!

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Ciao Eduardo, per quanto possibile dobbiamo cercare di avere un lessico corretto e pulito, quanto meno nei blog post e nei prodotti. Nei commenti sinceramente non credo sia mortale sbagliare un avirgola o dimenticare un punto. I correttori automatici alle volte fanno errori, niente è perfetto. Grazie per il tuo gentile contributo al posto. Un abbraccio a te.

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Ragazzi,
sull’internet marketing non è tutto oro quel che luccica (o quel che sembra, è la stessa cosa).

Intendo dire che non solo è un settore difficile (e devi essere esperto su quello che tratti), ma conosco professionisti all’estero che lavorano 12 ore al giorno ed anche piu’. Certo vendono tanto, ma lavorano peggio dei MULI… 😉

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marco

Ciao Valerio,

questo articolo sulla comunicazione attraverso le sotto nicchie è molto interessante e utile, anche se c’è un aspetto che non ho ancora focalizzato al meglio. Per cercare di essere più chiaro ti faccio un esempio banale:
mettiamo che io sia un fotografo che vuole trovare una sotto nicchia interessante per condividere le proprie conoscenze con un pubblico di appassionati ai quali “parlare” e poi vendere il mio coaching, mi segui?
Allora cosa faccio? Scelgo di insegnare alla gente come scattare e poi pubblicare foto a (mettiamo) generici giocatori di bocce o invece scelgo di concentrarmi su come immortalare giocatori di bocce professionisti che lanciano solo con la mano sinistra?
La domanda è: come faccio a trovare il giusto equilibrio tra nicchia e sotto nicchia, e come svolgo in concreto le indagini di mercato necessarie?
Spero di essere stato chiaro… grazie in anticipo per qualunque tipo di aiuto potrai darmi.

Marco

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Marco la risposta è scontata, se hai letto l’articolo avresti dovuto già intuirla.

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Allora cosa faccio? Scelgo di insegnare alla gente come scattare e poi pubblicare foto a (mettiamo) generici giocatori di bocce o invece scelgo di concentrarmi su come immortalare giocatori di bocce professionisti che lanciano solo con la mano sinistra?
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Assolutamente la prima opzione è da scartare. La seconda purtroppo anche. A meno che tu non abbia almeno qualche indizio che ti faccia capire che i giocatori di bocce siano interessati a scattare foto. Questi indicatori vanno ricercati e considerati prima di pensare di fare un’offerta a un qualsiasi pubblico o mercato parallelo. Altrimenti il rischio è di creare nicchie con potenziale di profitto assente.

Sarebbe come se tu fossi un esperto cacciatore che che vuole creare un infoprodotto su come scuoiare i coccodrilli… A naso direi che è’ una nicchia troppo piccola (e insolita).

Sostanzalmente devi trovare un punto di convergenza tra numeri decenti (visibilità e folla di gente interessata che acquista prodotti simili) e appetito per il consumo di informazione della nicchia. Il primo fattore è facilmente stimabile dai marketplace e dalla presenza di concorrenti, senza dimenticare i preziosi strumenti di google per l’analisi delle parole chiave. Il secondo dalla presenza di forum di discussione e blog e siti che divulgano informazione sul tema.

Purtroppo in un semplice commento non è per me possibile scendere piu’ nel particolare. Eventualmente, nel mio corso’Rendite d’Emergenza Online’ trovi anche la metodologia approfondita su come fare correttamente indagini di mercato che funzionano e focalizzate fin dall’inizio il tutto verso un posizionamento che funziona. Nel corso questo è lo step 1 di 9.

Un cordiale saluto

Valerio

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