3 regole d’oro da rispettare prima di creare contenuto in qualsiasi nicchia

1° regola: Identifica la tua missione e la tua visione di mercato

Mission e vision sono la prima cosa a cui devi pensare prima di aprire un blog, creare una mailing list o progettare il tuo primo prodotto.

Sono i tuoi principali strumenti di branding con cui incrementare trasparenza, credibilità e autenticità.

La maggior parte delle persone ignora completamente questo importante aspetto preliminare di ogni business. E allora vediamo di capirci qualcosa in più…

Qual è la tua mission?

La mission dovrebbe essere racchiusa in pochi paragrafi e dovrebbe andare subito al punto, rispondendo chiaramente a queste 3 domande:

  • Chi sei, e cosa fai?
  • Quali sono i propositi del tuo sito?
  • Qual è il contributo che vuoi apportare al mercato e perché?

Pensaci. La Mission definisce il tuo scopo fondamentale e conferisce un perché alla tua opera. Essa rappresenta il servizio che stai offrendo alle persone del tuo mercato, ma anche il motivo e la giustificazione della sua esistenza.

Qual è la tua vision?

Mentre la Mission definisce il tuo lo scopo, la Vision è lo strumento che consente il raggiungimento di questo scopo. La vision dovrebbe focalizzarsi sull’impatto reale che il tuo prodotto o servizio (o tutto il business) ha sul tuo mercato di riferimento. Vuoi renderlo esplicito qui. Si tratta di mostrare in che modo il valore che fornisci al tuo pubblico e ai tuoi lettori può potenzialmente fare la differenza nelle loro vite (ora e nel futuro).

Per definire al meglio la tua vision, poniti altre 3 importanti domande:

  • Qual è il principale beneficio tradotto in termini di ‘causa ed effetto’ che tu (o il tuo business) apporti al mercato? (es, “Ogni giorno faccio questo per i miei clienti… e quando lo faccio, ecco cosa accade… ”)?
  • Quale ruolo giochi tu (o il tuo business) nel tuo mercato?
  • Quali sono le tue previsioni nella tua nicchia per il futuro (e come collochi il tuo business come il futuro che è già presente)?

A questo punto ti serve una ‘definizione’. Ovvero un messaggio centrale, semplice e diretto che ti caratterizzi e ti renda ‘unico’ agli occhi dei clienti. Ciò ci porta alla regola 2.

2° regola: Definisci e rendi visibile il tuo ‘Personal Brand Statement’

Si tratta di sintetizzare in un’unica frase il tuo slogan caratteristico, qualcosa che rappresenti adeguatamente la tua brand e che ti separi nettamente dalla concorrenza. Questo slogan deve definire bene 3 cose. Ciò in cui sei migliore (valore), a chi ti rivolgi (nicchia) e come lo fai in modo unico (USP).

Il tuo ‘Personal Brand Statement’ è la tua ‘identità’ di marca,  in altri termini, l’espressione più potente della promessa che fai ai tuoi clienti. Questa promessa deve chiarire e comunicare bene ciò che ti rende speciale, e deve riuscire a creare un’aspettativa positiva in colui che sceglie di seguirti.

Vuoi definire correttamente il tuo ‘Personal brand statement’? Allora inizia col porti le seguenti domande:

  • Quali sono le tue qualità essenziali che ti descrivono in modo chiaro e specifico?
  • Qual è il tuo principale punto di forza per cui vuoi essere conosciuto?
  • Qual è l’attributo principale (frase chiave) che vuoi dominare e che ti definisce come lo specialista di quel ‘campo’, e per cui la gente riconosce i tuoi meriti?

Per velocizzare il tuo lavoro, usa questo template in basso come punto di partenza.

“Io sono [categoria di esperto] specializzato in [tua caratteristica distintiva]. A differenza di altri [categoria di esperti], io [spiega quale beneficio caratteristico offri ai clienti] e questo si traduce in [quali risultati pratici e trasformativi in termini di incremento di efficienza / risparmio di tempo / denaro ecc.]

Definire correttamente il proprio ‘Personal Brand Statement’ è il primo passo per aumentare subito trasparenza e autorità nella tua nicchia.

Ok. Tutto chiaro fin qui?

Bene. Ora che hai compreso come dare correttamente una definizione di chi sei e cosa fai, forse il tuo problema è proprio quello di identificare questa benedetta USP.

Come trovare la dannata USP?

Sembra il problema più insormontabile del mondo. Scommetto che in questo momento stai dicendo a te stesso: “cazzo ma io non sono specializzato in niente. Cosa diavolo mi invento per differenziarmi?” Oppure.. “è tutto inutile, il mercato è già saturo..”

Queste sono solo scuse. In realtà nessun mercato è veramente saturo. È tutta questione di trovare il modo giusto di comunicare la tua unicità alla tua nicchia, per offrire qualcosa ai tuoi clienti che non trovano da nessun’altra parte. Qualcosa che ti dia un vantaggio competitivo.

Questo delicato processo di identificazione spesso richiede anni, ma adesso ti do un esercizio molto utile che ti consente di riuscirci in poche ore. Fa molta attenzione.

L’esercizio ‘sfonda’ concorrenza….

Voglio che osservi ciò che sta succedendo nel tuo mercato. Qualsiasi sia il tuo mercato, osserva cosa stanno facendo i tuoi concorrenti migliori, e tira fuori le regole, le norme che seguono, ciò che la maggior parte di loro fa o dice (e come lo fa). Cerca di individuare gli standard comuni, ciò di cui tutti parlano e trattano.

Quindi fa’ questo esercizio.

  • Metti per iscritto tutto quello che noti. Scrivi tutte le norme del tuo settore, gli standard di comunicazione, gli schemi che seguono tutti quanti.
  • Poi trova il modo di spezzarli, di rompere con questi schemi. E se non sei in grado di trovarlo, individua qualcosa che ti consenta di essere più veloce, semplice e pratico degli altri.

Nel 90% dei casi è una guerra a chi usa meglio gli aggettivi.

Alle volte basta semplicemente..

  • Focalizzarsi su un ‘nuovo aggettivo’
  • Aggiungere una qualità nuova a un processo
  • Oppure (questo funziona sempre) dire e fare l’opposto di quello che fanno tutti.

Questo è il modo più veloce per emergere dalla folla e identificare in tempi decenti una buona USP che ti calzi a pennello. E soprattutto questo è il sistema per dare alla gente qualcosa che non trova altrove. Il trucco è trovare il modo di rompere queste norme. Comunicando in modo diverso da tutti.

A questo punto l’obiezione che mi si potrebbe fare è:

“ma non è forse questa la strada per illudere la gente? Stiamo davvero dando qualcosa che non trovano da nessuna parte?”

La risposta a entrambe le domande è …. NO

Lo scopo di questo esercizio è quello di aiutarti ad emergere nella tua nicchia in tempi ragionevoli (settimane), rispetto alla media comune (anni).  E per farlo dobbiamo essere specifici. Se vuoi avere speranze di riuscire, devi trovare la giusta categoria nello spazio ‘mentale’ del mercato, occupandola prima di chiunque altro. Ma se questo non sei in grado di capirlo la strada verso il fallimento sarà sempre a tua portata.

Oggi c’è una battaglia ‘nella mente’ dei consumatori. Chi riesce a essere più specifico vince. Chi focalizza la propria comunicazione come un Laser fin dalla USP vince. Altrettanto vince chi riesce a usare la personalità meglio degli altri, risultando più carismatico, magnetico, intrigante, e interessante. Anche se gli altri 10 hanno un prodotto migliore.

Tienilo a mente.

Ok la prima parte del nostro lavoro adesso è completa. Una volta che hai stabilito la tua mission, la vision, e che hai dato una definizione del tuo ‘Personal Brand Statement’, hai una base credibile da cui far partire il tuo contenuto. La seconda parte del lavoro consisterà nel produrre questo contenuto.

E questo ci porta alla regola 3.

3° regola: Sfrutta modelli collaudati di contenuto

Se da un lato il valore della tua esperienza è determinante nella stesura dei tuoi contenuti, siano essi articoli, podcast, webinar, pdf o altro, è anche vero che non c’è bisogno di reinventarsi la ruota ogni volta che si vuole creare informazione.

Esistono infatti modelli collaudati di contenuto che ti suggerisco di sfruttare. Il vantaggio nel farlo è duplice: per prima cosa risparmi tempo ogni volta che hai un idea che vuoi condividere, potendo sfruttare un traccia ottimizzata da seguire per la stesura, in secondo luogo (anche più importante) comunichi meglio ciò che desideri insegnare ai tuoi lettori.

Quindi, ecco a te….

I 7 migliori modelli di contenuto svelati (per articoli, report, email di presell)

Puoi utilizzare questi modelli di contenuto per articoli o blog post, tuttavia nulla ti vieta di usarli per aumentare l’efficacia delle tue email o per creare tuoi report /audio / video o qualsiasi altro tipo di informazione.

  • ‘Come fare..[cosa]’. E’ il più noto ed efficace modello di contenuto. E’ anche il più semplice da creare. Ci sono molte varianti di questo modello. Quella che preferisco è il ‘piano d’azione’. Cioè una sequenza cronologica di passi di quello che deve fare il tuo lettore per ottenere un certo risultato. Step 1, Step 2…
  • ‘Vantaggi e svantaggi del [cosa]’. Ci sono sempre due lati della medaglia in qualsiasi argomento tratti. Questo modello di articolo può essere molto utile per mostrare in modo realistico i pro e i contro del tema che stai trattando. Spesso articoli, blog post e email di presell sono scritti per consolidare la fondatezza delle affermazioni dell’autore. Se da un lato è giusto, dall’altro lato occorre presentare anche delle contro-argomentazioni cui bisogna essere capaci di far fronte (le obiezioni del tuo mercato) per aumentare la propria credibilità, alle volte anche ammettendo punti di debolezza interni ai tuoi stessi contenuti.
  • ‘Come evitare / eliminare [quale sofferenza / dolore]’. Ognuno di noi sperimenta il dolore in qualche forma (ad esempio, fisico, psicologico, emotivo, finanziario, ecc.) La fuga dal dolore è la più potente forza ‘nascosta’ che sta sotto qualsiasi decisione di acquisto. Puoi utilizzare questo trucco psicologico come base per una serie di articoli che mostrano come evitare il dolore associato a vari problemi all’interno della tua nicchia .
  • N° domande e risposte su____. Sembra banale, ma rispondere alle domande del tuo pubblico è uno dei migliori modi per stabilire e aumentare la tua credibilità nella tua nicchia. I lettori amano gli articoli nel format ‘Q & A’ (domande e risposte), perchè forniscono informazioni dirette e personalizzate, più vicine alle persone. Inoltre sono più semplici da leggere. Dove trovi le domande? Probabilmente avrai visto clienti e potenziali clienti farti le stesse domande più volte. Inizia da questi. Diversamente, rispondi alle domande che tu stesso ti ponevi quando hai iniziato ad occuparti di quello che fai attualmente.
  • ‘N° trucchi per_______’. Questo modello di contenuto è molto potente. Consiste nel fornire informazioni utili nella forma di trucchi, segreti, strategie, tattiche. I trucchi devono essere veloci, impattanti, e devono garantire un risultato immediato con poco sforzo. Idealmente deve trattarsi di qualcosa di cui i tuoi lettori non hanno letto da nessun’altra parte. Strategie e tattiche uniche. Dove per unico non vuol dire che ti devi inventare cose che non esistono, puoi semplicemente reinterpretare in modo diverso tecniche o metodologie esistenti sotto una chiave nuova e che catturi meglio l’attenzione del tuo mercato. Usa la tua esperienza e osserva bene l’andamento della tua nicchia per tirare fuori per esempio 7 trucchi unici invece che riproporre i soliti 7 trucchi che tutti nella tua nicchia stanno trattando.
  • ‘Trappole e come evitarle’ – Questo è un modello di contenuto che personalmente mi piace molto. È un modello che crea autorità. Lo scopo è identificare le trappole che bloccano o limitano le persone del tuo mercato nel conseguire i loro risultati, e poi fornire una soluzione efficace per ognuna. Puoi anche intenderli come ‘ostacoli’, ‘errori’, ‘limiti’… e possono essere su diversi livelli: fisico, mentale, emozionale, spirituale, finanziario, ecc. Se riesci a essere il primo a creare un ‘piano di fuga’ efficace da queste trappole, la tua autorità nel tuo campo raddoppierà immediatamente.
  • ‘Le n° regole d’oro per / del___’ – anche questo è molto potente. Puoi osservare come ho usato questo modello di contenuto direttamente in questo articolo che stai leggendo. Quando pensi a un articolo in stile ‘x regole d’oro per…’ focalizza il contenuto più sulla tua esperienza diretta dell’argomento, che sulla conoscenza acquisita. In tal modo saranno le ‘TUE’ regole d’oro imparate sul campo, e non un semplice ripetersi di norme e regole già sentite (ricordi? Ne abbiamo parlato più su). Condividi ciò che hai scoperto, e quando ti è possibile scardina i principi su cui si fondano le informazioni della tua nicchia, dimostrando perchè sono falsi e perché è possibile superarli per ottenere di più in minor tempo a parità di sforzo (o investimento)

Ok, questi erano i 7 modelli di contenuto ‘che vende’ che utilizzo maggiormente. Da soli ti consentono di aumentare la tua autorità, credibilità e anche il tuo traffico.

Conclusione

In questo articolo ti ho mostrato 3 regole fondamentali da seguire prima di creare o pianificare qualsiasi contenuto per la tua nicchia. Ti ho infatti aiutato a stabilire la tua mission e la vision (prima regola). Poi abbiamo dato una definizione del tuo ‘Personal brand statment’ (seconda regola). Quindi abbiamo visto come si può creare informazione utile e autorevole per il tuo mercato, senza reinventare la ruota ogni volta, ma semplicemente usando modelli di contenuto collaudati (regola 3).

Avrei molto altro da dire su tutti questi argomenti, ma lo spazio per un solo articolo è finito. Eventualmente dirò di più nei commenti per chi ha domande sull’argomento. Quindi fammi sapere cosa pensi.

Naturalmente, se il post ti è piaciuto, aiutami a diffonderlo nei social media. Clicca sui tasti ‘+1′ e ‘Like’ e condividilo su Twitter.

68 commenti in “3 regole d’oro da rispettare prima di creare contenuto in qualsiasi nicchia

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Ciao Valerio
E’ sempre un piacere leggere i tuoi post, fanno riflettere parecchio.
Quello che mi rende un po’ perplesso è sempre che queste cose rappresentano il limite sottile tra “il bene e il male”.
Cerco di spiegarmi meglio perché non vuole essere una critica a quello che scrivi, ma a come troppi di noi applicano i concetti giusti che indichi: creare valore è la strada, per farlo è ovviamente necessario applicare delle regole. Per aiutarsi è possibile utilizzare delle strategie. Il mix di tutto questo è – secondo me – il risultato percepito.

Tu lo sai ne sono certo, ne avrai comprati mille di infoprodotti. Sono troppi quelli che sembrano usciti da stampini e creati senza cuore.

in questo tempo di cambiamenti, l’asticella della qualità deve essere molto in alto, la comunicazione sempre sincera e le indicazioni giuste e corrette. Una virgola fuori posto e tutta la fatica fatta andrà persa, forse per sempre.

Oltre alle regole, da conoscere sempre e da rispettare, ci vuole il cuore.

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Assolutamente daccordo Giovanni, io aggiungerei ci vuole:

1 – cuore e passione
2 – tecnica e metodo

Entrambi importantissimi. Da soli purtroppo non portano da nessuna parte. O se lo fanno, sul lungo termine non si reggono in piedi in mancanza dell’altro.

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giorgio

Mamma mia Valerio : cioè, sfido qualsiasi persona e trovare informazioni gratuite di questa qualita’. c’è gente che solo con queste informazioni ci fa membership mensili ad alto prezzo e tu Valerio dai tutto questo GRATIS!

Solo la seconda parte riguardo al brand, vale oro colato e pochi capiscono, soprattutto nel mondo della vendita, dove la formazione è basata quasi totalmente su quella caz…o di PNL, che la prima cosa per vendere di piu’ è posizionarsi in modo unico e nel modo migliore nella testa del cliente, rivolgendosi ad un preciso target di clientela.

Io seguo moltissimi internet marketer e NESSUNO e dico NESSUNO offre un VALORE REALE di questo tipo per gli utenti.

Sei sempre più straordinario Valerio : il Frank Kern italiano..ahahahah

DAVVERO COMPLIMENTI: per me che ti seguo da tempo, sei un vero e proprio mentore, una fonte di ispirazione per differenziarsi da tutti quegli altri blog che vendono solo aria fritta, in qualsiasi settore ….

Buona giornata e buona lavoro !!

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Giorgio grazie, ma non esagerare, non penso di essere paragonabile a Frank Kern, stamatissimo marketer con cui ho anche avuto il piacere di conversare molto recentemente. Ultimamente sta adottando un marketing molto soft e meno spinto che in passato e devo dire che è molto piu’ intrigante e meno ‘mass control’.

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Una guida che arriva al momento giusto. Del resto non è mai troppo tardi per differenziarsi ed approfondire. Come al solito tanti spunti e tanti retroscena del marketing che alla fine non sembra una scienza di pochi o almeno tu lo rendi semplice.
A presto

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Ciao Valerio
è tanto che devo intervenire in un tuo articolo ma questo non me lo potevo perdere.

Trovo che la parte iniziale (quella della mission) sia assolutamente da non perdere, ovviamente neanche le altre, ma se per prima non so IO perché sto facendo una cosa, figuriamoci gli altri quanto ne capiscono.

La mission è fondamentale nella stesura e nella creazione di un business.

Grazie Valerio 😉

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Ciao Barbara, grazie per il tuo intervento, è sempre un piacere averti qui. Lo sai quanto ti stimo. Certo la mission è FONDAMENTALE. L’unica cosa piu’ importante della mission è la ‘storia personale’, ma per questo dedicherò un capitolo a parte, perchè se si fa in modo errato si rischia di sputtanarsi. A proposito della mission, che trovi fondamentale, vallo a spiegare al caro Aldo nei commenti che sta facendo un casino mischiando le carte in tavola per fare la guerra tra mission e vision e a chi viene prima tra queste.

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Caro Vale

c’è sempre nella vita, nel business e in ogni altro aspetto, qualcuno che cerca di fare casino solo per il divertimento di farlo. Molto spesso è meglio lasciarli nella convinzione di essere nel giusto … anche perché sarebbe fiato sprecato !!!

Grazie per la stima … sai che è assolutamente ricambiata!!!

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Marco Covone

Ciao Valerio

Grazie i tuoi contenuti sono sempre una vera bomba
sei unico condividi perle di Marketing senza chiedere niente in cambio

PS L’unico modo per dirti Grazie è quello di condividere i tuoi contenuti ,fatto 😉

PPS Avere la tua esperienza a mia disposizione credo che significhi Milionario Istantaneo

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Grazie Marco. Non ho capito cosa significa ‘milionario istantaneo’. Per intenderci ancora io non ho fatto quel ‘milione di euro’. Non sono ricco sfondato come alcuni super guru italiani.

(si vede che son troppo scarso 🙂

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Ciao Valerio!

Davvero un Straordinario articolo ricco di consigli e spunti interessantissimi di altissima qualità ed immediata applicabilità,

infatti solo questi consigli mi hanno aiutato nel migliorare il mio brand passando dalla fatidica fase dell’identificazione Di Se Stessi e appunto della propria Mission e Vision!

Per di più dai questi contenuti e non solo in maniera costante e gratuita, cosa che altri marketer farebbero pagare a peso d’oro!

Complimenti come sempre e continua cosi!

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Ciao Valerio,

bell’articolo, molto interessante come sempre, voglio approfittare per dare il mio parere in particolare sul punto 2.

Lavorando con realtà delle più svariate tipologie, mi trovo a toccare settori distanti anche anni luce fra loro ma che però hanno in comune la solita cavolo di limitazione mentale del “il mio pubblico sono più o meno tutti” e “faccio così perchè lo fanno tutti”

Beh, questo poteva andare bene fino a qualche anno fa, quando non c’era tantissima concorrenza e ci si poteva permettere di andare online con progetti e sistemi di comunicazione anche fotocopiati, oggi è impensabile.

L’era del “tutti” non esiste più già da tempo, la specificità è diventato un dovere per poter pensare di riuscire a emergere e questo in tutti i settori, concorrenziali ma anche quelli meno competitivi.

L’offerta online è ormai talmente vasta che “far sentire la tua voce” è sempre più difficile, se non prendi una linea ben precisa non la sentirà nessuno e ti uniformerai a quei “tutti” che vendono le solite cose, nel solito modo e con gli stessi deludenti risultati.

Sicuramente, specie in settori molto competitivi, non è facile trovare un punto di differenziazione, ma le aziende nemmeno si impegnano e si sforzano un attimo per cercare di pensare, perchè fa troppa fatica, di solito dopo le prime 2 domande che faccio l’imprenditore mi guarda come se stessi parlando in aramaico.

C’è estremo bisogno di un cambio di mentalità, di far uscire i professionisti e gli imprenditori da questa specie di torpore creatosi negli anni e rendere le menti che devono guidare le aziende più reattive ed inclini al cambiamento.

Ecco io credo che il problema fondamentale delle aziende italiane sia il loro voler essere “leader del settore” ma non si sa per cosa, con il risultato di avere un mercato piatto e totalmente concentrato sulla guerra dei prezzi, cosa che, come ormai sappiamo può portare solo al fallimento.

A volte basta veramente poco per essere “diversi” non serve avere un prodotto diverso, ma dare la percezione che tu in quella cosa sei migliore di chiunque altro.

Diciamo che ci aspetta un duro lavoro in tal senso, ma, almeno per quanto mi riguarda, quando riesco a canalizzare il mio cliente su questo binario è una cosa che mi da una notevole soddisfazione.

Ti saluto, alla prossima.

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Ciao Paolo e grazie. Ottimo contributo.

Riguardo al fatto che “non serve avere un prodotto diverso, ma dare la percezione che tu in quella cosa sei migliore di chiunque altro.” Sono in parte daccordo.

Senz’altro l’ideale è essere il migliore, tuttavia è piu’ facile essere semplicemente primo nella mente, creando un nuovo ‘slot’ nelle categorie di mercato. Il rovescio della medaglia di questo trucco è che se poi i risultati non confermano in pieno le tue competenze, e se non dimostri in qualche modo di essere il ‘migliore’ ugualmente in quella piccola categoria, poi sul lungo termine non duri.

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Ciao Valerio,

certo, è indubbio che dopo la percezione deve seguire l’eccellente qualità del prodotto o servizio che ci si appresta a proporre, è impensabile cercare di “fregare” i propri potenziali clienti rifilandogli un prodotto o servizio che poi non rispecchia quello che promette, specie su internet saresti spacciato in breve tempo.

Il mio “dare la percezione” infatti è solo il punto di partenza per creare un canale di entrata necessario a farti preferire, cosa che poi deve essere supportata da fatti reali, altrimenti il lavoro preliminare sarà tutto vano.

Tanti Saluti

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Complimenti valerio.
come al solito un articolo da 10 e lode.
I 7 modelli di contenuti sono INCREDIBILI.
questi finiscono direttamente nei swipe files che ho sapientemente archiviato sul mio HD e che mi serviranno ogni volta che dovro scrivere un articolo o un minireport
Meno male che esiste gente come te….
meno male!
Ciao
Fabio

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Ogni volta che apro la casella di posta e vedo il tuo nome, è la mail che visiono per prima.
E questo perché!?
Perché ormai so che il suo contenuto è sempre succulento!….e non si smentisce mai…!

Che dire caro Valerio…, vedo già dai primi due commenti gli apprezzamenti, che meritatamente ti arrivano in ogni tuo post che pubblichi, sempre copiosi ed entusiastici.

I tuoi post non sono da accomunare a nessun altro personaggio dell’IM solo dal fatto che altri avrebbero creato un prodotto da vendere, mentre tu dai sempre un sacco di valore in ogni tuo messaggio GRATUITAMENTE!

Le 3 regole che hai descritto magistralmente, devono far parte, anzi, essere il cardine centrale di ogni azienda che si rispetti, fisica o giuridica non fa differenza. Se apriamo bene gli occhi, ogni grande azienda presenta sempre se stessa con queste 3 regole d’oro……e a molti sfugge questo importantissimo aspetto.

Grazie per averlo portato a conoscenza a tutti quelli che ti seguono (compreso me) donandoci preziosità come questa.

P. S. – Ho salvato questo “post” in un PDF da tenere sempre a portata d’occhi e di mente. 😀

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Ciao Aldo e grazie infinite per la stima e l’amicizia che è sempre ricambiata. Conosci la mia filosofia, che è dare di più e non trattenere nulla. Appena ho completato questo articolo mi sono detto tra me e me…. “mmm… comprerei questo contenuto?”. Si. Bene, allora diamolo gratis!

Relativamente alle 3 regole voglio precisare che sono REGOLE che ho tirato fuori dalla mia esperienza diretta sul campo, rielaborando i vecchi concetti di marketing (come vision e mission) sotto una luce piu’ pratica di ciò che viene insegnato nei libri di scola, all’università o nei corsi accademici.

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Valerio dimostra in ogni articolo come si possa dare contenuto pazzesco gratuitamente e poi vendere lo stesso prodotti a pagamento!
Se questa è roba contenuta in un articolo figuriamoci quello contenuto nei corsi a pagamento… E avebdoli tutti vi assicuro che questo è niente in confronto!

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contributo ricco e attuale! un vero e proprio trattato pratico

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Ciao Valerio,
a proposito del messaggio di unicità
cosi come sotto andrebbe bene?

http://www.slimway.it/guida/

Grazie
Marco

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Ciao Marco, bravissimo, va già molto meglio rispetto a come mi ricordo. C’è da affinare molto a livello di posizionamento. La prima cosa che cambierei devo dirti sinceramente è il tuo titolo. Non sono sicuro che “un corpo e autostima da Re” sia abbastanza specifico, caratteristico o efficace… non comunica al bisogno primario del mercato. Riflettici bene. Un saluto.

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Aldo Riso

Ma chi ti ha detto queste fesserie?

La vision è l’idea dell’imprenditore, quello verso cui si muove l’azienda e riguarda l’obiettivo futuro
es: “un computer su ogni scrivania ed in ogni computer una copia di Microsoft installata” questa è la vision di Microsfoft

La mission è il modo in cui l’azienca concretizza la visione e riguarda quello che si fa nel presente
es: “organizzare le inoformazioni mondiali per renderle facilmente accessibili” è la mission di Google

Senza una vision non c’è una mission perchè non c’è nessun obiettivo verso il cui muoversi.

Partendo dalla mission come hai fatto tu stai solo confondendo le persone.

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Ma anche avesse scambiato i termini o anche usati impropriamente, l’importante è che il pezzo è carico e spinge all’azione.
Che ne pensi?

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Aldo Riso

Gabriele, la sequenza conta e conta tanto più quando gli elementi come in questo caso stanno a monto ovvero non sei ancora arrivato a impastare gli ingredienti ma stai cercando di capire che torta vuoi fare.

Che cosa viene prima?
Capire che torta si vuole fare (visione)
In che modo si realizzerà la torta? (missione)

Se tu parti da come si realizzerà la torta senza chiederti prima che torta vuoi fare è molto probabile che a metà dell’opera ti chiederai “si ma perchè sto facendo questa torta?”

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Valerio dice “Mentre la Mission definisce il tuo lo scopo, la Vision è lo strumento che consente il raggiungimento di questo scopo.”; ora, a me sembra che questa sia la sequenza giusta al si là dei termini che potrebbero anche essere scambiati, nella definizione non nella successione.
Forse prima sono stato troppo sintetico.

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Caro Aldo, direi che potresti anche essere piu’ educato e gentile, e cercare anche di capire un minimo perchè ho (secondo la tua interpretazione) capovolto i ruoli di mission e vision. In questo articolo il punto centrale del discorso non sono ‘MISSION E VISION’. Esse rappresentano la regola 1 e abbiamo capito che stiamo parlando della stessa cosa, solo che tu non hai la concezione di ‘vision specialistica’ per i mercati di informazione

Qui la regola 2 è il vero nocciolo della questione. Volendo essere brutali, potresti anche non avere sul tuo sito ne ‘mission e vision’, mentre al suo posto metterci la tua storia personale. Funzionerebbe uguale. Diversamente in mancanza di uno ‘specifico’ personal brand statement, niente funziona. Quindi il vero pilastro di tutto sta roba è la REGOLA 2. Essa fa tutta la differenza.

Nell’articolo ti ho posizionato la vision come l’atto pratico della mission. Se la mission è il tuo scopo, la vision è la capacità di tradurre in atto tale scopo. La vision nella nostra interpretazione non è assolutamente lo scopo e c’è un motivo specifico per cui NON DEVE ESSERLO. Ripeto, segui le domande che ho fatto nei vari punti e ci troverai perfetta coerenza. Se ancora insisti a voler litigare perchè la mia idea di mission è ‘non corretta’ accademicamente allora siamo alla frutta.

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Non ho scambiato assolutamente nulla. Chi non riesce a cogliere coerenza nella sequenza delle 3 regole che ho postato molto semplicemente non dovrebbe pronunciarsi, perchè non riesce a vedere cose palesi che diversamente una persona che ha studiato oltre i libri accademici e ha un minimo di esperienza in questo mercato del busienss digitale avrebbe visto, senza bisogno di cercarsi la zuffa o la sparata cialtronica. Con questo chiudo.

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Valerio, non vorrei che ti stessi riferendo a me. Ho detto “potrebbero” essere scambiati perché li ho visti usati in altri contesti in modo opposto. In questo caso ribadisco che per me il discorso fila liscio e i concetti portano all’azione, indipendentemente dai termini.

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Tranquillo Gabriele, non era riferito a te il mio giudizio. E per inteso, anche io ho sempre letto e visto tali concetti nel modo classico altrove. Questo non significa che sia il modo corretto e soprattutto piu pratico di procedere nei mercati di informazione.

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@ AlDO RISO:

Nessuna confusione, la mia visione è invece chiarissima e segue una logica specifica che è frutto di mia esperienza diretta, e di studi di marketing che vanno ben oltre le regolette classiche che conoscono tutti a memoria. In questo blog non si parla marketing ‘aziendalese’, se hai studiato infomarketing cogli il senso e la coerenza di quello che ho detto. Diversamente ti sembrerà una eresia e posso anche capirlo. In conclusione, Aldo, non ti conosco, ma quello che si confonde sei tu, non i miei lettori sta tranquillo… e porta loro rispetto per cortesia.

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Aldo Riso

E’ proprio perchè ho rispetto per i tuoi lettori che ti ho avvertito che stai confondendo le pesone.

Se poi non vuoi prendere nemmeno in considerazione il fatto che ti puoi essere confuso ok, sarà che mi confondo io ma anche un bambino di 13 anni capisce che prima di mettersi in macchina si deve decidere dove si sta andando. L’aziendalese non centra, centra solo il buon senso. I miei esempi erano solo esemplificativi di due aziende che conoscono tutti.

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Correggo. L’aziendalese ci sta. Non ci sta l’ignoranza. In questo caso la tua è pura ignoranza. Sfido qualunque persona normale che voglia fare business online a essere come le due aziende che hai citato!

Microsoft, Google, Apple, Amazon, IBM (e altri giganti dell’industria) hanno una vision molto specifica che coinvolge l’identità di intere nazioni, non si parla piu’ di commercio tradizionale qui. Gli esempi che mi hai citato rientrano nel 7° livello del marketing che ho espressamente e dettagliatamente discusso dentro il mio report “I 7 livello del marketing” che ho pubblicato già 4 anni fa. Al settimo livello appartengono i monpolisti dell’informazione, del commercio, della tecnologia, dell’industria energetica, alimentare. Ecc.

Ma queste società possono fare quello vogliono e noi non siamo nessuno. Per loro si applica bene la ‘vision’ accademica. E anche grazie ad essa che muovono e spingono le menti a conquistare nuove fette di territorio (nel bene e nel male).

A chi ci stiamo rivolgendo Aldo? A qualche multinazionale o alle piccole e medie imprese? Te lo dico io … a nessuno dei due.

Questo blog non è per tutti. Quello di cui ci occupiamo è orientato all’efficenza e ai risultati nei mercati di informazione. Inoltre siamo focalizzati verso uno specifico target di persone che desidera creare report specialistici di nicchia. In questo siamo i primi, i migliori e anche gli unici in Italia. Per queste persone l’idea tradizionale di ‘vision’ non può funzionare. E chiunque dica il contrario o è UN CIARLATANO, oppure è un IGNORANTE.

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Qui sarò diretto, così ché chiunque legga in futuro questo articolo non potrà avere alcuna possibilità di STRUMENTALIZZARE quello che ho detto
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Nella nostra interpretazione (scientificamente testata in molte nicchie) per quanto riguarda la vision, essa ha ragion d’essere solo a condizione che ti poni le 3 domande che ho riportato nell’articolo:

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DOMANDA1: Qual è il principale beneficio tradotto in termini di ‘causa ed effetto’ che tu (o il tuo business) apporti al mercato? (es, “Ogni giorno faccio questo per i miei clienti… e quando lo faccio, ecco cosa accade… ”)?

DOMANDA2: Quale ruolo giochi tu (o il tuo business) nel tuo mercato?

DOMANDA3: Quali sono le tue previsioni nella tua nicchia per il futuro (e come collochi il tuo business come il futuro che è già presente)?
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Come si può ben capire, queste domande non hanno nulla a che fare con la ‘vision’ aziendale classica, di cui NON STIAMO TRATTANDO.

Queste domande hanno come unico scopo aiutarti a far emergere il tuo personal brand statement (infatti ti portano dritto alla regola 2), perchè è il vero cuore pulsante di tutta la tua attività come produttore di ‘informazione’. Seguendo la sequenza e soprattutto la transizione dalla regola 1 alla 2 si ha un alta probabilità di riuscire a occupare il proprio mercato come leader senza dover ‘essere’ ‘Microsoft’, ‘Apple’, ‘Barilla’, o qualsiasi altra super azienda che infinite risorse da sprecare e ingenti capitali da buttare. Spero che ora sia piu’ chiaro, e non vorrei dovermi ripetere.

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Molto bravo Valerio. La. Cosa che amo più dei tuoi articoli non è tanto il contenuto che comunque è sempre di grande interesse, ma l’attenzione con cui li costruisci.
Ti faccio i complimenti perchè il taglio che riesci a dare ai tuoi pezzi, sebbene si conoscano gli argomenti, è piacevole e scorrevole.
Io ho una casa editrice on line per appassionati di scrittura, mi piacerebbe intervistarti…ti andrebbe?
Fammi sapere che ci accordiamo e ancora complimenti.
Nicolò

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Ti ringrazio Nicolò, contattami in privato, la mia email dovresti averla.

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Ciao Valerio, mi sa che fra mission e vision ti sei perso le 2 mail che ti ho inviato 😆
Scherzo ovviamente, riesci a rispondermi quando hai 2 minuti?
Grazieeee e ancora complimentoni, sono perfettamente in linea con quanto detto da te.
Aspetto una tua risposta.
Nicolò

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CIAO Nicolò non ho perso la tua email, ti farò sapere il prima possibile, purtroppo a scrivermi sono a centinaia ogni giorno e ho ancora da rispondere a gente che mi ha scritto da oltre 2 settimane

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Va bene Vale, non ti preoccupare, non è urgente quando sei pronto fischia che ci organizziamo.
Grazie e buon business.

Nicolò.

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Sto preparando il mio blog e questi concetti li ho appresi di recente (in un prodotto a pagamento) ma li vedevo ancora un po’ confusi. Questo articolo (gratis) me li ha messi belli in ordine dandomi una visione molto più chiara.

Sarà il modo di schematizzare, sarà il linguaggio con cui spieghi, sarà che sei bravo ad attrarre persone simili a te, ma quando mi spieghi qualcosa tu, anche se l’ho gia sentita altrove, faccio sempre un passo avanti.

Grazie!

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Massimo tra tutte le critiche costruttive, i complimenti e gli apprezzamenti, questo è davvero quello che mi riempie piu’ di gioia. E’ davvero importante quello che mi hai detto, e questo mi fa capire che sto lavorando bene e che il percorso che sto intraprendendo per divulgare queste informazioni è quello giusto. Grazie infinite per la stima, e continua così che stai facendo anche tu un ottimo lavoro!

Valerio

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Ottimo! Il modo migliore in assoluto per differenziarsi a mio parere è la controversia. Analizzare la concorrenza e dire esattamente il contrario di ciò che loro comunicano: come idee, metodi di lavoro, ecc…

Entrare nel mercato e comunicare: “adesso basta!fin’ora si è fatto così (ed è na merda), ora vediamo come è necessario realmente fare (spesso il contrario).

Questo non è che sia sempre facile in tutte le nicchie..tuttavia, se si è in un mercato PIENO e stracolmo di ciarlatani, questo viene molto facile: perchè basta solo dire ciò che funziona e di conseguenza spesso è già il contrario di quello che consigliano/insegnano loro. 🙂 Non devi fare nient’altro.
Chiaramente “Le cose opposte” e i punti d’attacco devono essere reali, veri. Non “inventati”. Altrimenti è come affermare che è possibile volare mentre tutti gli altri dicono che non si può fare….

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Grandioso Andrea! Hai appena dato una VERA lezione di marketing a tutti. Lo so perchè tu stai applicando sul serio questi concetti e ti riesce molto bene nel tuo mercato perchè sei abile e hai esperienza. Hai tutta la mia stima!

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Salvatore

Grande Valerio, tanti fanno prodotti di posizionamento, ma come lo spieghi tu e per giunta gratis, beh fa capire il tuo valore e quello che puoi offrire.
Sorge una domanda, quanto tempo ci vuole secondo te per creare una personalità come hai descritto e prendere un minimo di padronanza con le techniche che hai descritto?
Perchè anche se le hai descritte in modo chiaro e semplice un’altra cosa è saperle padroneggiare come si deve, anche se basterebbe eseguirle per poter avere comunque risultati.
E’ un pò come nel kung fu, puoi sapere delle tecniche ed eseguirle, ma un’alta cosa e farle tue e trasmetterle ad altri 😉

Grazie!

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Nel Kung fu ci vogliono mesi per imparare solo le basi di come devi muoverti e perfino PRENDERE IL RESPIRO. Ma solo questo ti fa sentire piu’ integro e ne giova tutta la tua salute. Lo stesso è in qualsiasi arte e nel nostro mestiere. Diciamo che in qualche mese, studiando e lavorando sodo, a un certo punto impari a muoverti, e questo ti consente di vedere già i primi profitti interessanti. Certo, l’attenzione dovrà essere massima, perché non puoi fare passi falsi. Negli anni però diventi esperiente e dopo un pò questo ti consente di andare col pilota ‘semiautomatico’.

Comunque le formule più efficaci le impari tutte sul campo, perché quasi tutto quello che si insegna nel marketing è un grande ammasso di immondizia e nozioni inapplicabili. Le cose su ‘strada’ funzionano diversamente.

Aggiungo anche, visto che hai detto ‘tanti fanno prodotti sul posizionamento’, che, a parte Marco De Veglia, non vedo tanti prodotti sul posizionamento in ITALIA.

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Complimenti Valerio! Come al solito riesci a rendere chiari e semplici dei concetti molto complessi, e soprattutto indichi la procedura esatta per metterli in pratica. Grazie 🙂

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Grazie Valerio,
quando ti leggo, imparo sempre qualcosa di nuovo.
Pasquale

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Ciao Valerio.
Complimenti nuovamente, ottimo articolo bello zeppo di spunti.

Frank Kern a parte, faccio notare quanto sia importante tenere in considerazione il mercato su cui andiamo a vendere potenziali prodotti e/o servizi (il mercato varia molto da stato a stato, per esempio dall’Italia ad America ci sono enormi differenze).

Definire il proprio “Brand” e posizionamento sul mercato è vitale, come è sempre fondamentale capire anche gli stili di acquisto delle persone.

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Riccardo

Ciao Valerio.
Articolo molto interessante, ogni tuo articolo m’insegna che c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare o rigirare, senza dire che tra le righe mentre leggo m’issilluminano nuove idee.
Perciò non posso che ringraziarti molto, e aspetto sempre con interesse ogni tuo nuovo articolo.
Rik.

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Dario

🙂 Ciao Valerio ho letto le tre regole… sono rimasto a bocca aperta ed incredulo per l’importanza dei dati che mi hai regalato.
Meno male che ci sei.
Ho letto poi i vari commenti entusiastici dei tuoi lettori e ci sono rimasto molto male per quella voce fuori dal coro del Sig Aldo Riso…
C’e’ poco da dire, il 2,5% della popolazione sono dei mercanti del caos e quì ne abbiamo trovato uno.
Il signore in questione ha scambiato il dito per la luna,e questo spiega tutto.
RAGAZZI DIFFIDATE DEI MERCANTI DEL CAOS e sosteniamo persone come Valerio che invece AIUTANO IL PROSSIMO!
Quando avrò costruito il mio blog scriverò un bel report su questa gentaglia,e come si fà a riconoscerla e a …. per ora basta. Ciao ragazzi Ciao Valerio!!!

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Ciao Dario,
hai proprio ragione. Mi pare il minimo, i contenuti di qualita’ alta possono solo essere apprezzati (ed anche usati in pratica)

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Ciao Dario, le obiezioni vanno sempre accettate e accolte con spirito critico. Anche quando sembrano volte alla polemica pura. Aldo ha tirato su una critica sul modo ‘inappropriato’ in cui sto insegnando la ‘vision’ ai miei lettori. Tuttavia ha ragionato per assiomi e dogmi accademici, come se fossero infallibili, e immutabili.

Il problema è che nel marketing non c’è niente di assoluto. E se tu accetti qualcosa come immutabile in questo mestiere (come anche in qualsiasi altra cosa) finirà per per limitarti, impedendoti di evolverti. Quello che ho fatto qui è stato dare la mia personale interpretazione di ‘cio’ che è vision, che (secondo me) è molto piu’ potente ed efficace per quello che dobbiamo fare noi come marketer.

Poi se dobbiamo parlare chiaramente e schiettamente tutte le formule nel marketing funzionano. Esistono (solo per il copywriting) almeno 30 formule diverse per scrivere una lettera di vendita persuasiva. Ogni grande copywrieter ne ha proposto la sua variante, ma non per questo ogni volta che si proponeva una nuova variante doveva esserci il ‘critico di turno’ che arrivava dal copywrieter e gli dava dell’ignorante.

Per esempio tutti sanno che la formula classica nel direct marketing è AIDA (Attenzione, Interesse, Desiderio, Azione). Questo standard comunemente accettato da tutti i copywrieter del pianeta è l’equivalente del suonare un ‘blues in 12 battute per chitarra’. Ma ci sono 10 miliardi di varianti per suonare il blues, non c’è solo quella originaria.

Nel copywriting a un certo punto è arrivato Carlon e ha detto: “no, questa formula è piu’ efficace”

1. Ecco cosa ho per te
2. Ecco cosa fa per te
3. Ecco chi sono e perché sono credibile
4 Ecco quello che devi fare ora

Poi qualcun altro ha detto: “bello Carlton ma questa altra formula è piu’ semplice e anche piu potente della tua…”

– Story
– Star
– Solution

Poi arriva Dan Kennedy e dice a tutti i copywrieter che sono dei dilettanti e che non hanno capito una mazza. Naturalmente anche per lui la sua formula è la piu’ potente.
Infatti il suo acronomo somiglia a un semisconosciuto partito politico italiano (PAS – FERMIAMO LE BANCHE)

Dove PAS sta per:

– Problema
– Agitazione
– Soluzione

…. e potrei continuare citando altre 20 formule di altri bravi ‘guru’ copywriter.

A questo punto… chi ha ragione? Quale è la formula persuasiva piu’ potente? La risposta è … Nessuna.

Sono tutte ottime e funzionano bene tutte. Ma vanno adattate al caso specifico e al target specifico. Inoltre a seconda del modo in cui funziona il tuo cervello e delle associazioni neurologiche che fai di istinto, alcune ti funzioneranno meglio di altre. Altre ancora non ti funzioneranno per nulla. Ecco perché se ti fai prendere dalla mania di etichettare tutto, finisce che nulla diventa reale e concreto nel tuo marketing. Resterai un dilettante con scarsa capacità di adattamento. Come quel musicista freddo e tecnico, capacace di suonare tutte le scale a memoria, e 300 all’ora, ma privo di creatività ed espressione.

Ricordate… niente è assoluto, tutto è relativo nel marketing, al contempo tutto è lecito. Ciò che conta è che si segua metodo, cuore ed etica.

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Condivido sul metodo, cuore ed etica: hai riassunto il TUTTO!!!

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Ben detto Valerio.
Adesso ci si mette anche Ryan che dice che le landing page sono ormai “morte”!! (e che per vendere basta un video fatto bene in alto)

Come dicevamo: ognuno ha la sua personale visione basata sull’esperienza 😉

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Ciao Massimo, sul discorso del lavorare 12 ore al giorno ne so qualcosa, ma non mi sembra che lavoro, perché è il mio stile di vita, e in qualsiasi momento mi prendo anche una pausa di un mese perché ho libertà di scelta. Riguardo invece Ryan Deiis non è la prima volta che fa ‘morire’ le landing page 🙂 puntualmente poi, ogni anno resuscitano. Poi il suo piu’ stretto collaboratore è un guru delle lettere di vendita lunghe e i suoi migliori corsi li vende tutti sulle sales letter scritte. Quindi direi che le spara sempre grosse il nostro caro guru.

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Anna Rita

Ciao Valerio!
Un’articolo meraviglioso, come tutti quelli che crei sempre!
Grazie per il tuo impegno, generosità e chiarezza dei contenuti.
Ciao

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Grazie Annarita, sono contento di esserti stato utile. Un abraccio ricambiato

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Ciao Valerio,come al solito parli col cuore e arrivi dritto al succo dell’argomento.
I tuoi articoli arrivano sempre al momento giusto e mi aiutano ad andare avanti!!!
Grazie

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DAVIDE

bellissimo articolo questa email la terro’ conservata per un futuro business

se mi trovero’ a crearlo… regole d’oro ; questa e’ l’informazione che piu’ mi e’ piaciuta di quelle che hai creato

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Cavoli ho ancora rivenduto in America, e qualche giorno fa anche offline 🙂 una cosa troppo importante da perseguire in modo costante, una volta chiarita la propria posizione soprattutto nella mente del pubblico, sono proprio i 7 modelli di contenuto: uno dovrebbe tenerli presenti e usarli del continuo, perché così come sono concepiti intrigano e smuovono le acque di qualunque business in partenza e ci posizionano subito a un livello distinto, sfrondando il di più e facendo la differenza…

Volendo rivedere i contenuti (post, report, mail etc) sotto questa luce, si trasformerebbero da ‘semplicemente descrittivi’ a ‘mentalmente stimolanti’ nella mente dell’acquirente, perché pur rimanendo gli stessi, creano tutta un’altra impressione e catturano l’attenzione del follower come dei magneti…

Beh cercherò man mano di tener presente tutto, non si finisce mai di rettificare e sperimentare… Comunque, un buon contenuto pronto può sempre essere plasmato alla luce dei 7 modelli, si tratta di dargli questo taglio e non solo di raccontare un’esperienza/competenza.. Bravo Valerio

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Il migliore futuro online dipende di trovare forme di guadagnare più con missione di etica e utilità sociale globale e esclusione del furto del tempo con guadagni ingiusti, imorali e/o ilegali di pochi e danni di molti.

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Scusa Pires ma se ogni tanto riuscissi a comunicarmi in ITALIANO corretto quello che vuoi dire mi faresti un grosso favore. Capisco che sei portoghese, ma sforzarsi un attimo nel cercare di farsi capire è di aiuto a tutti quelli che leggono questo blog, non solo me. Un cordiale saluto.

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Quando parlo della mia idea di migliore futuro online e di forme di guadagnare più con missione di etica e utilità sociale globale, immagino una G3M=Giustizia in 3 Minuti che per certi casi poteva fare meglio di certa giustizia tradizionale in 30 anni: condannare a pagare multe per chi causa enormi danni sociali con bugie e MOL=Morte-On-Line se non paga multe, non se converte e continua con tecniche del furto del tempo con guadagni ingiusti, immorali e/o illegali di pochi e danni di molti. Certi tecniche di guadagno con pubblicità-marketing, senza etica, o peggio ancora: con il peggiore dell’etica machiavellica, con bugie che possano essere legali ma immorali, con il furto del tempo di molti per guadagno ingiusto di pochi, possano diventare “crimine legali”. Non è crimine, (in nessuna legislazione che io conosca), rubare il bene più prezioso online per molti, il tempo, con bugie di pubblicità-marketing nascosti in “forme d’informazione”, contribuendo a vendere il peggio al più alto prezzo e non vendere il migliore al più basso prezzo. Se qualcuno di madrelingua italiana vuole collaborare con me per sviluppare questi argomenti possiamo scrivere un eBook: NPM=NEO-Pubblicità-Marketing o FPM=Futuro della Pubblicità-Marketing.

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Complimenti Alessandra,
Non sono molte le persone che guadagnano con i mercati esteri 😉

Pensa che noi come gruppo Freeperclick lo facciamo da oltre 10 anni, c’è tanta opportunita’ per tutti

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Wow condividi allora.. parliamone! 😮

Per vendere all’estero con una nicchia assurda come la mia, vuol dire che:

1. sto riuscendo a raggiungere i suoi bisogni ovunque essa si trovi
2. gli insegnamenti di Valerio funzionano di brutto al di là della ‘nicchia’ 😀

In ogni caso più si è focalizzati e meglio si rende, perché la mente si forgia a misura di esigenza di marketing..

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Certo essere focalizzati è importante in ogni mercato (tutto il mondo).

Come gruppo Freeperclick stiamo vendendo prodotti che ti insegnano a farti pubblicita’, soluzioni chiavi in mano, creazioni video, sviluppo siti web e tanto altro. Te invece quale nicchia segui?

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Molto interessante (magari mi iscrivo per approfondimenti) 🙂 Al momento seguo alcune affiliazioni e liste sull’IM e su salute/benessere, ma sto cercando principalmente di concludere un lavoro che compatti in una membership le strategie per la danza dal punto di vista tecnico e poi di crearne uno parallelo che riguarda la danza cristiana, due ‘nicchie’ molto diverse in cui ho sempre operato offline… Ora i settaggi tecnici li fa mio marito, sfruttando la formazione di web designer, mentre io penso ai contenuti… Sto ancora sperimentando molto, e mi piacerebbe riuscire a dedicarmici di più

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Capisco Alessandra…
In effetti per molti lavorare e guadagnare usando solo internet rimane un sogno, ma in realta’ quando conosci i passi giusti è realizzabile semplicemente. Molte volte non serve neanche un sito internet o blog.

Noi stiamo facendo molta formazione e vediamo che le persone (che ci credono) stanno realizzando profitti molto interessanti 😉

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Rik

E’ veramente ora di dare una svolta a questo modo di fare Business, parlo in generale, da Wall Street a le Guerre fatte a posta vedi te, in vietnam, afganistan e sempre da quelle parti perche’ cosi’ con gli aerei militari americani sai quanta droga hanno portato a casa in tutti questi ani alle spalle di quei poveri soldati che hanno dato la vita per il paese. Ma mi facciano un piacere. Il signor tangentopoli, che mi sta proprio sul gozzo, appena ha capito che era meglio entrare in politica per fare soldi, Eccomi qua la mia Toga, emerito Imbecille.
Scusate ma oltre ai tre punti molto importanti dell’articolo di Valerio La Mission ,La Vision ed Il Brand, ma queste sono le prime cose che uno deve mettersi con carta e penna e li, no andare dietro ai soliti Guru che ci hanno spennato pure a me. Grazie Valerio dell’ottimo articolo che poi me lo rileggero’ con calma e a sentirci ciao a tutti

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